Stagionalità


STAGIONALITÀ DI SETTEMBRE
Verdure: aglio, barbabietola, basilico, bieta da coste e da taglio, bietola, broccolo, carota, cavolo cappuccio, cavolo verza, cetriolo, cicoria bianca, rossa, verde e bionda, cicoria catalogna, orchidea rossa e puntarelle, cipolla, costa, erba medica, fagiolo borlotto nano e rampicante, fagiolino, finocchio, fungo, grano saraceno, indivia riccia, lattuga romana, rossa e dei ghiacci, maggiorana, mais, melanzana, mentuccia, patata, peperone, pomodoro, porro, radicchio, rapa, riso, rucola, scorzonera, sedano, sedano rapa, seme di girasole, seme di lino, seme di sesamo, soia, spinacio, zucca, zucchina ibrida chiara e scura.
Pesce: acciuga, alice, calamaro, cefalo muggine, dentice, gattuccio, mazzancolla, moscardino, ombrina, orata, pannocchia, pesce spada, ricciola, rombo chiodato, sarago, sardina, seppia, sogliola, spigola, tonno rosso, triglia, vongola verace.
Frutta: anguria, arachide, banana, cachi, cocomero, fico, fico d'india, limone, lampone, mandorla, mela, melagrana, melone, mora, nocciola, pera, pesca, pistacchio, prugna, uva.

giovedì 22 novembre 2012

Il tempo dei saluti

Succede, anche se questa volta il sapore è un po' particolare.
Dal 1° gennaio 2013 sarò tesserato per un'altra società, il Road Runners Club di Milano. A molti di voi non fregherà niente ed è perfettamente comprensibile, ma a me si, non è stata una decisione facile. Al Road ritroverò come compagni di squadra parenti e amici, c'è un settore "pista" master che è molto attivo e che è stato, in fin dei conti, il motivo principale della mia scelta.
Ma l'atletica Palzola è riuscita in due anni a lasciarmi molto, soprattutto cose cui non ero abituato. E' arrivata dopo un periodo di stop e lontananza dalla corsa, dopo un periodo un po' travagliato e instabile, e lì ho ritrovato tutta la voglia e la competizione che avevo dentro. Ho trovato compagni di squadra fortissimi che non smetterò mai di ringraziare per avermi fatto arrivare ai CDS Assoluti di Cross. Io, di mio, non ci sarei mai   lontanamente arrivato a correre al fianco (in partenza...) dei nazionali, un'emozione molto forte. Ho trovato amici e compagnie piacevoli, ho trovato un mondo della corsa che pensavo di aver perso, o dimenticato, e invece eccolo lì, pronto ad accogliermi nuovamente.
Ho trovato anche qualche polemica, qualche arrabbiatura, ma il tempo è un gran signore e, a pensarci ora, chi se ne frega, sono troppo pigro per portare rancore. Un rancore inutile per altro.
E ora si cambia, sono cambiato io fondamentalmente, allontanandomi per noia e saturazione dalle gare di strada per tornare alla pista, "all'anello rosso", a quello che amo. E trovare compagnia in quello che ti piace è preziosissimo.
Insomma, un saluto a tutti, ci si vedrà nei cross o in qualche gara che mi divertirò a vedere.
'ta luego amigos

giovedì 4 ottobre 2012

La cosa più difficile

Ahimè mi sto facendo vivo ben poco ultimamente, ma oh, non ci riesco! Non ne trovo il tempo! E si che di cose ne stanno succedendo. Anzi, ne stanno succedendo talmente tante che manco trovo più il tempo di fare tutto, sempre col "terrore" di dimenticarmi qualche cosa, qualche pezzo di impegno per strada.
Una settimana e mezzo fa mi si è aperto un mondo, un altro, anch'esso guidato dalla passione. Dopo studio ed esami sono riuscito a diventare giudice per i concorsi di birra, e relatore nei vari corsi che terrà l'associazione a cui mi sono iscritto. E' stata dura non tanto per il quantitativo di materiale da studiare in sè, e comunque ce n'era, ma da studiare per diventare bravi ce n'è almeno dieci volte tanto, quanto perchè dopo tanti anni riprendere a studiare, rimettere il cervello in quella lunghezza d'onda non è stato per niente facile. Ma non voglio parlare di questo, lo legavo solo al fatto che la promozione a quegli esami ha aperto una serie di impegni belli, appassionanti, ma tanti! E anche improvvisi, per quello sono un po' scombinato in questo periodo. Le difficoltà organizzative si sommano alla novità del mezzofondo, anzi, alle novità del mezzofondo.

Detto come i parigini abitanti in centro, una cazzo di fatica! Ci sono tante cose nuove che, finalmente non più solo teoriche, sto sperimentando. La cosa più difficile, forse le due cose, è legata all'ascolto di me stesso mentre corro, alla gestione di un allenamento completamente diverso. 30 anni da fondista ti legano indiscutibilmente alla gestione dello forzo, alle tante ripetute da fare tutte uguali, ai tanti km, alle lunghe progressioni ecc ecc ecc. Qui con la gara così corta c'è poco da gestire. Si, ok, non datemi addosso, non è proprio così lo so, c'è una gestione ovviamente, ma il programma che la gestisce è un altro, di un'altra marca, su un altro pc! 
L'allenamento dice "facciamo un test, fai un mille a tutta, recuperi 10' e fai un 500 a tutta". Ecco, quel "a tutta" ti da un'idea di semplicità di approccio ma non è stato così, come non lo è stato con le due serie 500+300+200. Non ho ancora l'idea di quanto e come devo spingere, se arrivare morto e recuperare o gestire un minimo. Sono ancora vincolato alla vecchia maniera, mentre dovrei mettermi fuori il cartello Nuova Gestione! E vabeh, ci vuol pazienza ancora.
Giusto per i numeri, il mille arrivando piegato in due l'ho corso in 3'33", per essere a tutta è un tempo discretamente di merda, considerando che in forma ne correvo 5 o 6 prima con quel tempo. Nel 500 mi sono svegliato un po' correndo in 1'36", ma resto comunque ancora a distanze siderali da qualcosa di decente.
Oggi avevo un 600, un 500, un 300 e un 200. Neanche 2km di ripetute e, comunque, dopo l'allenamento fatto pranzo ora sono stanchissimo. Strano vero? Mi stupisce sempre... Ma anche oggi, soprattutto nella prima prova del 600 ho corso male, contratto, schiena rigida, zero fluidità. Un po' meglio il 500 e buoni il 300 e il 200. E' come se per partire e correre decentemente mi ci volesse un po' di tempo. E si che mi sono scaldato bene. Mboh! Anche qui c'è da capire.
Insomma, periodo florido di novità, belle e brutte, sperando sempre che quelle brutte restino lì senza diventare molto brutte. Ma dal caos qualcosa nasce sempre, e da buon ottimista, se così sarà, speriamo che ne valga la pena! "Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior" cantava qualcuno no?

Domani si parte alla volta di Monaco di Baviera, si va a studiare all'oktoberfest, oh, anche la pratica serve!

venerdì 14 settembre 2012

Cattive quanto basta, manca tutto il resto

Nike Zoom Rival D IV
Eccole, sono partito dalla fine, ma è stato solo un momento. Mi manca tutto quello che serve per fare andare queste scarpe al meglio, per farle rendere.
Oggi ho provato un po' di lavoretti in pista, dei 150, andature, squat, balzi. Come spiegavo alla mia vice coach Simo che mi seguiva, redarguiva, spiegava e correggeva in pista, è stranissima la sensazione che provo.
Ti ascolti, capisci, segui, in maniera molto attenta, tutto fa differenza, molto più che nelle gare lunghe perchè qui non hai il tempo per rimediare. E così se cercavo di correre con le ginocchia alte e non da maratoneta, perdevo la coordinazione e la spinta delle braccia, se andava bene il busto perdevo le gambe, uff... Negli squat, nelle andature e negli affondi i piedi erano decisamente sordi, poca reattività e poco controllo. Non ci sono abituato ed è la norma, non ne sono preoccupato, ho solo appena iniziato.
Oggi pomeriggio ho le gambe "gonfie", come se me le avessero pompate con l'aria. Mi sento come un bambino a scuola, con un sacco di cose da capire ed imparare, e non so da quanti anni non provavo questa sensazione correndo, sensazione meravigliosa. Forse da quando ho preparato la prima maratona nel 1992 leggendo avidamente i libri sulla preparazione, ma non è proprio la stessa cosa, quello era più un upgrade dalla mezza alla maratona. Ora è come se avessi cambiato pc e sistema operativo.
Insomma, direi bene, si aprono nuove sfide, Rudisha trema! Per il freddo...


Queste sono le fantomatiche andature, farebbero bene a tutti, fondisti e maratoneti, non solo ai mezzofondisti. Se volete applicarvi nel riscaldamento, prendetene spunto. E anche un modo per farsi quattro risate quando ci si sente davvero impediti e scoordinati...

giovedì 6 settembre 2012

Finalmente un po' di chiarezza

La cosa che mi è più chiara ed evidente sono i 7kg di troppo che ho messo su. La bella vita ha il suo prezzo, come diceva qualcuno.
Data per assodata la dieta, finalmente ho qualche idea chiara in più su cosa dovrò fare, mi dovrò aspettare e, ancora di più, da dove partire. Questo grazie alla chiacchierata con coach Silvio e alla vice coach e amica Simo, che da buona (e brava) ex mezzofondista mi ha aperto qualche sprazzo di luce in più.
Devo dimenticare, in pratica, quel che riguarda il fondo, i suoi ritmi, le sue regole e i suoi meccanismi, ormai incatenati nella mia testa da trent'anni di pratica. Ad esempio, in questo mese sto cercando di arrivare ad un'ora di corsa togliendo quella sensazione di imbarazzante che mi sento addosso, dovuta al peso in eccesso e alla lunga pausa dalla corsa. Ma chiacchierando oggi durante la corsa (Simo parlava, io non è che ce la facevo tanto...) è venuto fuori che 30'-40' ben fatti (inteso come ritmi) bastano e avanzano. Ma va? Bene!!! 
Inizierò ad aggiungere qualche 100m deciso proprio per iniziare la confidenza con un tipo di corsa diverso, ma senza strafare. Dovrò curare molto riscaldamento, stretching e reattività prima di ogni allenamento, curare il potenziamento, curare un sacco di robe che, da fondista, manco mi accorgevo servissero. Ecco, la cosa che mi piace molto è proprio questa, devo imparare un sacco di roba, mi immergo in un mondo nuovo e non può che essere motivante. Oltre che affascinante.

Al momento gli obiettivi sono due, anzi tre, ma no crepi l'avarizia, quattro!.
- Farmi due risate sfidando in pista mia cugina Marta a Roma (mezzofondista di quegli oltre vent'anni più giovane...), tra il serio e il faceto ovviamente, così mi sfascio del tutto e chiudo la carriera in bellezza. Ma parlando più seriamente... 
- Cercare di arrivare in una condizione decente per quest'inverno, così da fare le campestri come miglioramento di forza, potenza aerobica e reattività dei piedi. 
- Puntare a qualcosa di buono per la tarda primavera, anche se ora mi è difficile immaginare come starò. E poi, last but not least...
- Togliere questo salvagente da intorno la vita, tolti i kg in eccesso si ragionerà in tutt'altra maniera. Si ok, il weekend de la bière a Bruxelles non è che mi ha aiutato, però la birra in Belgio la fanno così buona...

PS Comunicazione di servizio. Mi scuso con tutti quelli che ho un po' trascurato in questi mesi e che trascurerò ancora per un pochino. Ho parecchi impegni, devo studiare ancora per un esame a fine mese e portare a termine nel miglior modo possibile quel che mi sono prefissato extra corsa. Sono un po' sparito ma... dai, so che ci siete sempre.

venerdì 10 agosto 2012

Il rientro non cambia mai

Ho iniziato a correre nel 1981, a 13 anni, spinto dal mio prof di educazione fisica. Talento medio, idee poco chiare, sicuramente avrei reso meglio dedicandomi da giovane al mezzofondo pur, secondo me, senza fare chissà che sfracelli. Ma si sa, col senno di poi...
Per molti anni è proseguita la mia avventura atletica, senza interruzioni, motivato, attento, entusiasta. Poi la prima crisi sera, dopo la prima maratona chiusa in 2:59:33 a New York nel '92. Appagato, e più probabilmente stanco, mollai la corsa per la prima volta. Qualche mese, per seguire poi gli amici e provare il triathlon. Ma già il lavoro mi impediva di allenarmi come volevo, ci voleva troppo tempo, io ero troppo esigente con me stesso (e lo sono tutt'ora) e non ne ricavai niente. Forse anche qui i tempi erano sbagliati, non maturi.
Qualche incidente di percorso sul piano sentimentale, traslochi, trasferimenti vari impedivano il mio rientro alla corsa (peraltro mai seriamente cercato), un malumore un po' mitigato dal basket che riuscivo a continuare in una squadra del lavoro.
Finalmente un po' di stabilità e torno a correre, anche con una seconda giovinezza, la testa rimane quella, competitivo, esigente, impaziente, affamato più di velocità che di km. Ma ci sono. Rientrare dopo anni di cazzeggio è durissima e lunga, ma ci credo, e finalmente dopo anni conosco Silvio (il mio coach) ed un gruppo di scapestrati che lo seguono e che orgogliosamente annovero ora tra i miei amici più cari.
Tornano i ritmi, i tempi, torna la voglia e le gare. Cade finalmente il PB della maratona che reggeva dal quel lontano '92, mi diverto, corro anche molto bene (pur senza avere chissà che tempi sia chiaro) e grazie ai miei compagni di squadra riesco, per una volta nella vita, a partecipare a Campionati di Società Assoluti di Cross, correndo di fianco ai nazionali che vedo solo in tv. Arrivo poco più avanti degli ultimi ma contento come una Pasqua.
Torna qualche acciacco, lavoro, incomprensioni e impegni sfaldano un po' il gruppo e, dopo il lungo infortunio dello scorso anno riprendo, ma qualcosa non va. E' inutile negarselo, non ho voglia, anzi, non ho più voglia, non mi diverto più. Ecco l'ennesima crisi.
Passano 4 mesi, metto su qualche chilo, perdo i ritmi e la tenuta, ma a fine giugno sento che la corsa è mia, che non la posso evitare. Anche se scopro altre forme, altri interessi che alimentano la mia necessità di cambiare gare, dopo tanti anni a macinare km. Per quello i miei neuroni puntano, come un cane da caccia, il mezzofondo, negli 800 e 1500 metri per la precisione, magari con qualche incursione nei 5000. Ieri sera ho adorato Rudisha per il suo modo di correre leggero e potente, efficace e determinato, volando verso il record del mondo con un'autorità e autorevolezza non comuni anche tra i grandi campioni.
Ma c'è ancora un ostacolo, devo rientrare in uno stato di forma decente e rimettermi in peso prima ancora di fare qualsiasi ripetuta. E qui viene il "bello", si fa sempre una fatica boia!! Passano gli anni, cambiano le metodologie di allenamento, cambiano gli interessi e le gare ma la fatica di rientrare è sempre uguale.
Sto facendo corsa lenta collinare a casa, ritmo a sensazione, per cui a seconda di come mi sento passo da 5'10" a 4'01", correndo da 30' a 45'. L'alternanza di prestazioni è imbarazzante e tipica del rientro, così come il recupero del potenziamento a corpo libero. Ci vuole pazienza e costanza ora, il tempo di divertirsi arriverà, soprattutto con il fresco.

martedì 7 agosto 2012

Delusione, tristezza e un po' di rabbia

Doping...
Non ho molto da scrivere, il titolo già dice tutto. Alla fine metterò il link (preso dal blog della mia amica Simo) a un articolo uscito su Il Sole-24Ore un anno fa, lontano dai giochi, che riporta un'intervista ad un consulente della Wada. Lascia senza parole, quasi senza voglia.
Forse come qualcuno mi ha scritto su fb, è vero che ho una visione ancora troppo romantica dello sport, dell'atletica in particolare, non sono ancora un disilluso. E meno male perchè avrei probabilmente smesso di correre. Continuo e continuerò ad esaltarmi nel vedere le gare fino allo sfinimento, fino a che sarà inevitabile la disillusione e lo sconforto. Poi si vedrà.
Certo che Schwazer ha fatto una minchiata planetaria, non solo per l'epo in sè, ma per il livello che ha, per cosa rappresenta, per il simbolo che è, e perchè un campione sarà sempre più controllato di altri. Ingenuità, ignoranza o semplicemente pipì fuori dal vaso. Ma i quesiti sono tanti.
Possibile che davvero Coni, Fidal e il suo entourage (allenatore, fisioterapista ecc...) non si siano accorti di niente? Possibile con un rapporto quotidiano che diventa inevitabilmente stretto? Mah, certo che è una bella delusione.
Ciò non toglie che non sopporto e non tollero chi lo offende come persona, chi lo prende come capro espiatorio per le proprie personalissime difficoltà che, con Schwazer, niente hanno a che vedere. Ha sbagliato e pagherà, ma non ha ucciso nessuno e le sue scelte ricadono su di lui.
Savonarola se n'è andato da un po', e di gente che tira inutilmente la prima pietra ce n'è fin troppa, salvo poi essere pure peggio del lapidato.

L'interessante articolo di cui sopra lo trovate a questo link

mercoledì 1 agosto 2012

Pensare in grande

Ormai dimentico delle ferie, chiuso nell'aria condizionata dell'ufficio, preso dai lavori di ristrutturazione varia a casa, nonchè curioso appassionato osservatore delle Olimpiadi di Londra vago con la mente, sognando e pensando in grande. Perchè no? Tanto che mi costa.
Lo faccio volentieri pensando a tutte le polemiche legate ai nostri nuotatori. Come sempre siamo italiani, pronti a puntare l'indice al primo passo falso, dimenticando in un attimo quanto fatto fin qui. Il nostro nuoto negli ultimi anni ci ha regalato tante gioie, emozioni, successi, record, medaglie e tanti personaggi forti, che a prescindere dal fatto che ci stiano o meno simpatici, sono e restano grandi campioni. Eppure polemiche, come se non fosse possibile, allenando persone, che qualcosa non vada come dovrebbe. Come se dopo tanti anni al top non fosse concesso un calo. Mah... con tutte le porcate che vedo nel nostro beneamato calcio, sono solo contento delle olimpiadi, degli sport minori, di gente che pensa in grande anche se una medaglia quella volta non la vince, o non la vincerà mai nella vita. Ma è lì, ci prova, ci crede fino in fondo e ci riproverà.
Lo sport è qui, in questo breve ma fantastico concetto. Determinato e motivato negli allenamenti puntando dritto all'obbiettivo principale; competitivo, spietato e agonista in gara. E finita la gara finiscono le ostilità, sprizzando gioia o complimentandosi con chi ti ha battuto. Ma dando sempre e comunque il meglio e pensando in grande.
E' ormai chiaro che mi dedicherò al mezzofondo. Necessito di novità. Non so cosa mi varrà, non ho idea di cosa farò egli 800 o 1500, di cosa potrei fare o valere. Ma l'idea di imparare mi accende l'entusiasmo. Solo qualche tempo fa vedevo le gare di Lucky lontane anni luce, ora magari lo incrocerò in qualche anello rosso, chi lo sa.
Ora devo far rientrare la rebonza da pausa, calare il peso, fare potenziamento e riprendere una forma decente. Poi la novità prenderà pian piano forma.
Ieri mattina sono uscito alle 7,30 per una mezzora di corsa lenta, non mi interessava il tempo ma l'istinto di guardare il crono per vedere a che punto sono vince sempre. Veleggiavo a 4'45", pesante ed affaticato. mi si è avvicinato un compagno di squadra che, chiacchierando, mi ha fatto qualche domanda. Io per seguirlo (ma non più di 500m) ho aumentato un po' il ritmo finendo con l'esprimermi unicamente a monosillabi ansimanti. Che pessima sensazione. Però poi a casa ho fatto potenziamento con qualche allungo di trasformazione, e pensavo in grande. Che bella sensazione, finalmente!

giovedì 12 luglio 2012

Si prende il largo...

...in ogni senso. Domani si parte per la Grecia, del resto,  italiani e greci una faccia una razza (cit.).
Prende il largo anche la mia idea del mezzofondo, la novità, l'idea che dà il motivo alla fatica è arrivata e ne sono felice. Era ora. Mi pare tutto nuovo.
Forse quel che non mi è apparso affatto nuovo è stata la fatica di oggi. Ieri potenziamento, senza esagerare dopo i tre mesi di stop. Oggi 30' di corsa collinare lenta, ma lenta... In più avevo degli accenni di crampi dagli esercizi di ieri, giusto a farmi capire il livello in cui navigo.

Anyway, bando alle ciance, buone vacanze a tutti, ci vediamo a fine mese

venerdì 6 luglio 2012

L'idea balzana (o malsana)

Non chiamate Chi l'ha visto, ci sono. Dopo un vario quanto inconsapevole peregrinare eccomi qui.
Non corro da un po' direi, siamo vicini ai tre mesi, e non ho ancora ritrovato la scintilla, lo stimolo risolutivo. Vero è che nei miei trent'anni dedicati alla corsa di crisi ne ho avute, alcune anche peggiori di questa, per cui perché preoccuparsi? Non ha senso far finta di non sentire, di non percepire i segnali che ci mandano la testa o il corpo. Alcuni sono trascurabili, altri no. E quindi, da dove ricominciare? Bella domanda. 
Iniziamo col dire che l'estate e la corsa, per me, non sono mai andate d'accordo. L'afa mi ammazza e non sono mai riuscito, anche nei migliori periodi, a passarla indenne. Così ne approfitto per allungare la mia pausa attuale... Il pensiero delle solite garre non mi alletta, pensare a mezze, maratone, gare su strada, mah, non so, la lucina non si accende. Però... 
Già, però, magari con qualcosa di diverso... leggo in questo periodo tra amici di feisbuc idee, proposte e intenzioni davvero balzane. Almeno a mio modo di vedere poi, ovvio, non sta a me decidere. Noto però, come scrissi tempo fa, che l'asticella dei km totali, della fatica, dei tempi si sposta sempre più in alto. Sempre più km, sempre più ore sulle gambe. Escluderei i trail perchè sono una specialità particolare, ma anche lì di sprovveduti ce ne sono a mazzi. Insomma, io a spostare la mia asticella in alto non ci penso proprio. 

E se lo facessi verso il basso?

L'idea mi è venuta guardando gli Europei di atletica, la soft version di quest'anno (dove il buon Meucci è riuscito a mancare l'oro per eccesso di prudenza, ma è un altro discorso). Ad un certo punto, ma da un po' lo penso, mi sono detto: "potessi tornare indietro, da giovane, farei gli 800, o i 1500". Bellissimi, forse i 1500 sono la gara più bella in asoluto, un concentrato di tante cose, fisiche, tecniche e tattiche. E io a quasi 44 anni mi dovrei inventare mezzofondista? E' un'idea malsana e balzana vero? Già, lo penso anch'io...

Però, perché no?

Quello che mi manca ora è la novità nonché la parte ludica. Per la seconda la corsa ne comprende poca, serve un gioco di squadra o comunque una palla (di solito), mi hanno anche proposto di tornare a giocare a basket ma, boh, il timore infortuni mi frena molto. Per la prima invece, la novità, si può ben abbinare alla corsa. Non cercherei chissà cosa, almeno ora, mi infilerei in un mondo totalmente diverso da quello dove sono stato finora. Mi attira, l'idea di cambiare gli allenamenti, curare la tecnica, il potenziamento, la pista... Ho tempo per pensarci, settimana prossima me ne vado in Grecia e fino a fine mese non correrò di certo. Ma mi dedicherò comunque a rimettermi in sesto, almeno il potenziamento si può fare. Che altrimenti mi chiamano il panzer..

Ho staccato totalmente in questi mesi e non ho rimpianti, ho fatto bene. Avevo l'urgenza di ritrovare tempi e spazi, di seguire passioni e capire dov'ero e a che punto. Ora un po' di nebbia si sta aprendo e col fresco chissà, il balzano/malsano può farsi reale. 

Qui sotto la mia spiaggetta preferita, Firiplaka, dove mi gratterò i cabbasisi da settimana prossima. Vi penserò, in fondo mi siete mancati bloggers...

Firiplaka beach - Milos
PS Col tempo sistemo tutti gli arretrati di sto blog eh, abbiate fede

lunedì 21 maggio 2012

Schifo

Nel disastro di questo weekend, tra terremoto e bomba alla scuola, i nostri tg, i tanto bravi giornalisti, riescono sempre a dare quel tocco di morbosità fastidioso e penoso, con tanto di interviste a fidanzati, fratelli e funerali in diretta. Tutto è spettacolo, anche le tragedie, non si fermano più davanti a niente.

Mi ha davvero schifato l'uso delle lacrime per fare audience, tant'è che ho tolto l'audio alla tv.

Dicano quello che vogliono, ma l'informazione è un'altra cosa.

lunedì 14 maggio 2012

Beh, mi appartiene

Sfumature (99 Posse)

I giorni scorrono veloci
più di quanto potessi desiderare
le notti sono assai più brevi 
di quanto potessi temere 
mi mancano già questi luoghi 
mi mancano già i vostri nomi 
l'essenziale è invisibile agli occhi 
il cuore invece no non può ingannarti 
no no no no, no no! 
I pensieri scorrono più veloci della luce 
i miei occhi parlano con un'altra voce 
i pensieri scorrono più veloci della luce 
e i miei occhi........ 

Impercettibili sfumature 
così difficili da dimenticare 
così decise da trasformare 
sorrisi in lacrime 
Impercettibili sfumature 
così decise da trasformare 
cieli grigi in giornate di sole 
il coraggio in mille paure 

C'è il bianco, il nero e mille sfumature 
di colori in mezzo e lì in mezzo siamo noi 
coi nostri mondi in testa tutti ostili 
e pericolosamente confinanti siamo noi 
un po' paladini della giustizia 
un po' pure briganti, siamo noi 
spaccati e disuguali, siamo noi 
frammenti di colore, sfumature 
dentro a un quadro da finire 
Siamo noi, che non ci vogliono lasciar stare 
siamo noi, che non vogliamo lasciarli stare 
siamo noi, appena visibili sfumature 
in grado di cambiare il mondo 
in grado di far incontrare 
il cielo e il mare in un tramonto 
Siamo noi, frammenti di un insieme 
ancora tutto da stabilire 
e che dipende da noi 
capire l'importanza di ogni singolo colore 
dipende da noi saperlo collocare bene 
ancora da noi, capire il senso nuovo 
che può dare all'insieme 
che dobbiamo immaginare 
Solo noi, solo noi, solo noi... 

Impercettibili sfumature 
così difficili da dimenticare 
così decise da trasformare 
sorrisi in lacrime 
Impercettibili sfumature 
così decise da trasformare 
cieli grigi in giornate di sole 
il coraggio in mille paure 

Attimi irripetibili 
tutto finisce lo so 
ma non voglio partire, no 
ancora no, ancora no 
ancora no, ancora no...

mercoledì 9 maggio 2012

Pausa

Pausa, stavolta me la prendo proprio, anzi, me la sono già presa da una settimana.
Non è stato facile ammetterlo a me stesso, ma nell'ultimo periodo correre proprio non mi divertiva più. Mi restava solo la fatica e non è da me, sono segnali forti che devo e voglio ascoltare.
I motivi? Tanti, tutti intrecciati tra loro, dall'infortunio ad ora, ed è passato quasi un anno, non ho più ritrovato quel feeling necessario e vitale con la corsa, con le gare. Mi sono sforzato, ho aspettato, ho insistito ma niente. L'ho capito ora, dopo l'ennesimo piccolo ma fastidioso infortunio, un'infiammazione al tendine di achille sinistro che mi ha fatto saltare la gara domenica e il 5000 in pista stasera. Devo essere sincero? Non me ne fregava niente quando l'ho saputo, non ero triste o arrabbiato, ero sollevato, e se non è un segnale chiaro questo...
L'avevo già intuito una settimana fa quando, dopo l'ultimo bell'allenamento in salita (già perchè in fondo i ritmi erano quasi tornati) non ho provato soddisfazione, mi sentivo stanco, di testa soprattutto. I motivi li posso cercare nel lavoro, in alcuni corsi che sono (magari!) potenziali attività in divenire per le quali devo studiare, nel fatto che nell'ultimo anno sono cambiate tante cose all'interno del gruppo di amici con i quali mi divertivo tanto a correre. L'amicizia è ovviamente rimasta ma tornare a correre da solo non è stato un piacere, la condivisione a volte è fondamentale. Metabolizzare questa cosa mi ha fatto sentire come se un cerchio, se un periodo bello si fosse chiuso, e la cosa mi ha dato un po' di sconforto, come quando le cose belle finiscono. 

Ho necessità di recuperare energie mentali, di fare ordine.

La voglia di correre latita ma è lì, non è sparita. La corsa fa parte di me da 30 anni ormai, dopo le varie crisi è sempre tornata, è sempre a grandi ondate. Non mi resta che aspettare con serenità, il difficile è stato ammetterlo, ora va meglio.

Per qualche tempo in questo blog, ma non certo a lungo (spero), vi toccherà leggere di qualcosa che non sarà corsa (ma magari no), se vorrete comunque farmi compagnia. Qualcuno lo incontrerò in occasioni e ritrovi enogastronomici o brassicoli, non alle gare; ma anche semplicemente a scriverne, essere lontano dalla corsa mi appare strano, quasi innaturale.

Ho bisogno di una vacanza...

"It's a long road behind me, it's a long road ahead, if you follow every dream, you might get lost, if you follow every dream, you might get lost"
(Neil Young - The painter)


martedì 17 aprile 2012

Si torna a disquisir di gare ohibò!

Io e Kikko
Proprio così, quasi non ricordo come si faccia. Venerdì sera esco in fretta dall'ufficio per arrivare ad Arona, sul Lago Maggiore, per tempo e partecipare alla gara; uscire in macchina da Milano alle 18,40 non è come dirlo. Arrivo ad Arona un'ora dopo, non proprio rilassato ma in tempo per la gara e, soprattutto, il pregara, con ritiro pettorale, ritirata e riscaldamento. Si prevedeva pioggia e invece Giove Pluvio grazia la serata, le nuvole scurissime e minacciose tengono la pioggia per sè. Non è proprio piovuto nella giornata così che il ciottolato del centro storico non è nemmeno scivoloso, meglio.
Mi scaldo con l'Ale che, da "buon" coach, cerco di catechizzare per la gara e che chiuderà con una media a sorpresa di 4'48" al km. Ottimo. Io finisco il riscaldamento incrociando Kikko alla partenza, nessuno dei due sapeva della partecipazione dell'altro, qualche chiacchiera qualche allungo, una foto ed è ora di far girare le gambe a mille. Io non mi sento sicuro in partenza, so di essere indietro come forma e ritmi e la cosa mi toglie tranquillità, non ho idea di come impostare la gara. Quel che sarà, sarà.
Allo sparo, partono davanti a me una settantina di proiettili, io cerco di non farmi trascinare per non chiudere la gara in largo anticipo. Kikko vola via e lo vedrò solo all'arrivo. Il ritmo non è agevolissimo, sento un po' di affanno, il 1° km passa in 3'42". Ora arriva il pezzo nel centro storico con brevi salitelle, curve e controcurve per poi tornare sul lungo lago verso la partenza, e fare il secondo e ultimo giro. Provo a guardare il crono al 2° km ma è buio e il mio astigmatismo non mi fa capire niente di cosa dice l'orologio. Bene, pensiamo a tenere il ritmo e a prendere più persone che posso. Finisco il primo giro intorno alla 60ma posizione, così mi dicono, ora sto correndo bene, spingo e le gambe reagiscono. Si ritorna nel budello, sorpasso molta gente che paga la folle partenza, ma le gambe iniziano a dirmi che la pacchia è finita. il 5° km lo tengo, il 6° è ultimo cerco comunque di agganciare quelli davanti, e poi quelli davanti ancora.
Curva ad U, tra 150m c'è il traguardo, piazzo pure una volata, da solo, nessuno reagisce. Chiudo in 22'20", al 44° posto su poco più di 200 persone. Pensavo peggio, anche se gli ultimi 2km li ho subiti parecchio resto comunque abbastanza soddisfatto. Pizza&Birra sono meritati.

Domenica mattina partecipo alla Milano City Marathon Relay, la maratona a staffetta, correndo con Simo, Chiara e Dario per Emergency. Piove, fa freddo, a volte c'è anche un venticello che, da bagnati, diventa davvero gelido. Stavolta le previsioni ci hanno azzeccato in pieno mannaggia a loro. Alle 11 consegno la sacca, resto cambiato fino alle 12,15 quando arriverà il mio compagno di staffetta a darmi il via per la mia frazione. Non so quanto freddo ho preso, ho cercato anche riparo nei tendoni ma non si vedeva niente della maratona. 
Così verso le 11,45 arrivano le prime staffette e allora mi piazzo nella bagarre. Corricchio, incito, batto le mani, cerco di stare caldo in ogni modo ma non ci riesco. Passa Joker, poi passa l'Uomo Ragno con una panza degna di Bud Spencer e passano Batman e Robin. Non ho le traveggole, sono i maratoneti mascherati. Ne vedo anche tanti già parecchio provati, vittime della fatica e del clima che aggiunge stanchezza. Dario arriva, è il mio turno.
Parto che ho l'agilità di Robocop, il troppo freddo mi ha irrigidito. Cerco scioltezza, cerco di correre bene. Il grosso della maratona è passato per cui si corre senza ostacoli; ho la frazione che passa in pieno centro, da via Montenapoleone a piazza della Scala, da piazza Duomo a Corso Vittorio Emanuele e Piazza San Babila. Il cuore di Milano insomma, che è... vuoto, o quasi. C'è un tempo che definire di merda è un eufemismo, fa freddo, la maratona con il suo meglio è già passata da un'ora, ovviamente quella poca gente non ha più voglia di prendere pioggia e vento. Ma va così, le staffette sono 2103 e c'è una marea di gente che corre, bisogna godersi il momento e ringraziare chi tifa comunque, come i 4 ragazzi africani che, sotto gli ombrelli, suonavano i tamburi per noi in piazza della Scala, grandiosi. Li ho applauditi.
Continuo la mia frazione cercando di confortare quei maratoneti che, dall'aspetto, avevano finito la loro maratona già prima del 30° km, saluto il simpatico Giovanni Storti (quello di Aldo, Giovanni e Giacomo) e continuo verso i navigli, verso via Papiniano dove Chiara mi darà il cambio per l'ultima frazione. Inizia il trambusto, il gran casino di 2000 persone e accompagnatori che aspettano, cercano, schiamazzano. arrivo e... ma dove cazzo è Chiara????? Le code infinite ai pochi bagni chimici l'hanno fatta tardare, appare poco dopo, un po' tesa invero, ma pronta a godersi gli ultimi 8 km abbondanti fino al traguardo.
La nostra staffetta "Birra Media Chiara" chiuderà 70ma, ottimo risultato, e soprattutto e nonostante tutto, sarà una bella giornata. Ci voleva.

martedì 10 aprile 2012

Con la testa in vacanza...

Rough Trade - London
...e due gare, anzi, una e mezza da affrontare nel weekend, previsioni meteo pessime, che volete, non posso che parlare di musica. La corsa procede ma è ancora in stasi, a Londra ho camminato come un asino, da domenica corro ma sento un po' di pesantezza, per quanto a ritmi discreti. Venerdì sera vedremo, e domenica la staffetta alla Milano City Marathon sarà per divertimento, terza frazione, puro divertimento.
E così? E così a Londra, a SoHo soprattutto, sono tornato ventenne, con una marea di negozi di dischi, tanti vinili, cd, poster, magliette e qualsiasi ben di Dio che ogni musicofilo rockettaro malato e fissato può adorare. Ma ho resistito, anche perchè nella grande quantità è più difficile pescare, e non mi volevo svenare. Mi sono fermato a 3cd, i vinili erano troppo delicati per il volo e non mi sono fidato. Sono tornati con me gli Editors, le Dum Dum Girls e i 13th Floor Elevators, quelli della canzone di apertura del film Alta Fedeltà. E allora dedico questa top five alle colonne sonore, alle OST - Original Sound Track, che come Quentin Tarantino docet, hanno una grande importanza.

Chissà, magari nei prossimi giorni torno anche più in sintonia e sincronia con i miei neuroni...

Top Five n°8, some soundtracks...


martedì 3 aprile 2012

Have a nice Easter!

Domani si parte per Londra, per qualche strano motivo il viaggio, soprattutto in aereo, mi mette un po' di agitazione ma passa. Mi aspettano 4 giorni da puro turista, sebbene scarpe e abbigliamento tecnico in valigia ci sono. Un po' della Greater London vissuta di corsa no può mancare.
Tra 20 giorni ho l'esame da degustatore di birra, devo studiare e, non essendoci più abituato (forse non lo stato mai a dire il vero...) fatico terribilmente a restare concentrato sulle dispense. Che disastro, è una cosa che mi da un sacco di frustrazione, ma punto al PB, dopo la debacle in quello da sommelier (volontaria per altro) ora voglio essere promosso al primo tentativo. Il più è la degustazione pratica...Insomma, anche volendo, non ce la faccio a fare il secchione, non ci riesco proprio.

Vabeh, vi auguro Buona Pasqua con una Top Five puramente a caso, le prime 5 che mi vengono in mente.

Top Five n° 7, ovvero del caso.


Easter Bonus Extra Track



mercoledì 28 marzo 2012

Parole, parole, parole...

Quante parole sento in questo periodo, ma soprattutto, quante parole a vanvera, che se solamente la metà fossero seguiti dai fatti sarebbe un miracolo. E invece bla, bla, bla... tutti bravi, tutti esperti, a parole. Sento ma NON VEDO cambi reali per togliere i privilegi, per esaltare il merito, per ridurre i parlamentari, per svecchiare quell'ospizio che è il Parlamento, per diminuire la corruzione, per rendere la giustizia fluida e veloce, per togliere burocrazia, per togliermi quel "grannissimo scassamento di cabbasisi (grazie Salvo)" che provo quotidianamente leggendo i giornali, guardando le facce dei politici che non sanno più spiegare la loro inutilità, che sperano ancora, lasciandomi incredulo, che li voti per l'ennesima volta, COSA CHE NON AVVERRA', perchè non mi hanno dato, non mi danno e non mi daranno la convinzione che con loro si cambia. Anzi, la convinzione è l'esatto opposto: "cambiare tutto affinchè nulla cambi" come diceva qualcuno. 

Che se ne vadano a quel paese, tutti quanti. Magari se ci si sta bene ci andrò anch'io qualche giorno.

Parliamo di corsa va', che a l'è mèj... cambia la temperatura, molto repentinamente, e io mi becco un raffreddore da ricordo, così nel weekend mi sono ritrovato fermo un'altra volta, dopo una buona settimana che mi da la sensazione di risalita. Sono uscito ieri facendo 6km collinari a 4'30" e 2km fatti 1'+1' in 8'03". Ho corso facile, il che mi consola, ma l'impazienza preme, sempre di più. Mi sembra di inseguire qualcosa che è lì, che vedo, ma che non riesco ad afferrare.
L'età fa il suo, non sono certo vecchio, ho 43 anni, ma non ne ho più 20 nè 30. Alcune cose sono cambiate, impercettibilmente, un pezzetto alla volta, anche se tutto sembra uguale, anche se ci si sente come prima beh, non è così. Non sono preoccupato, anche perchè non ci posso fare molto, ma alcuni tempi si sono dilatati, e tornano quasi come prima solo quando si è a pieno regime, e per arrivarci "a pieno regime" ci vuole più tempo di prima. E va beh, pazienza, quando ci arriverò sarò ancora più soddisfatto.
Programmi? Domenica sarò a Fidenza, per una visita al Birrificio Toccalmatto, da mercoledì a domenica prossima finalmente visiterò Londra, correndo tra monumenti e pub con le Real Ales, correndo anche tra Hyde Park, Regent's Park e perchè no, magari lungo il Tamigi.
Finalmente il 13, venerdì sera, farò una gara, seria, la StrArona, 6km in due giri nel centro di Arona, sul Lago Maggiore. Se qualcuno ci sarà beh, si faccia avanti!

mercoledì 21 marzo 2012

Voglia di gare

Inizio a percepire una certa astinenza da confronto in gara, da sapore metallico in bocca, da cuore in gola, da routine "sveglia presto-auto-cambio-gara"; ne ho una gran voglia, mancano solo tre settimane alla StrArona  ma mi sembra una vita che non gareggio. Tra infortuni, impegni e imprevisti l'ultima gara seria l'ho fatta a giugno 2011, escluse le due campestri di fine dicembre e gennaio dove, però, rientravo dall'infortunio e non me le sono godute.
Devo costruire però, sto crescendo, ho sicuramente guadagnato stabilità, ma i ritmi sono ancora un po' lontani da quelli di giugno, anche se il 2000 in pista di martedì scorso in 7'15" e i successivi 500 in 1'43" mi fanno ben sperare, il "sotto i 7 minuti" mi appare molto meno distante. Ieri un 3000 frazionato in 11'30" e oggi una stanchezza di gambe che te la raccomando, ma ci sta eccome. Non resta che esperàr...

In questi giorni in auto, una canzone mi ha proiettato agli albori della mia conoscenza musicale, a quando cioè mio cugino Paolo (che non smetterò mai di ringraziare per questo) mi ha fatto un imprinting serio di rock, verso la fine degli anni '70, quando avevo tra dieci e dodici anni. Cominciando così è stato difficile poi ascoltare porcheria. C'è stato anche un secondo bivio, quello della folgorazione verso il post punk, new wave, gothic rock dei primi anni 80. E così ho iniziato a vestirmi di nero, e a pettinarmi in maniera un po'... inusuale, per la gioia dei miei genitori. Tutte cose che mi sono rimaste, la musica, la letteratura, il nero, una certa attrazione per la malinconia, quando è capace di portarti altrove, in un'altra dimensione. Tutto sto discorso per introdurre ben due top five, oggi mi sento generoso: il primo e il secondo imprinting:

Top Five n° 7 - L'imprinting di base

Top Five n° 8 - L'imprinting definitivo

lunedì 12 marzo 2012

Pare meglio...

Eh si, stavolta pare che mi sia stabilizzato ma non vorrei parlare troppo presto.
E' stata una buona settimana sul versante corsa, con ottimi allenamenti fatti nonostante una sensazione di stanchezza alle gambe, peraltro giustificata. E meno male, ci voleva a ridarmi un po' di fiducia, anche se sapevo che avrei dovuto solo attendere, non è mai così come dirlo. Per me poi che sono l'impazienza fatta a persona!
Questa la settimana:
Lu 5/3 riposo
Ma 6/3 6km a 4'15"/20" + 5x200 in 39" rec. 50" + 1000 in 3'42" + 5x200 in 39" rec. 50"
Me 7/3 10km a 4'35"
Gi 8/3 Risc + 4000 collinare in 15'58"' + 5x400 in 1'28" rec. 1' + 2000 collinare in 7'58"
Ve 9/3 riposo
Sa 10/3 6km a 4'30" + 5x200 in 40"/42" rec. 1'
Do Risc + 2x5000 collinari (19'45" e 20'05") rec. 5'

Prossima gara il 13 aprile ad Arona, sperando di riuscire finalmente a gareggiare decentemente.

mercoledì 7 marzo 2012

Top five n° 6, gli album

Gli allenamenti proseguono, alla ricerca di una gara veloce a marzo, con calendari che ahimè scarseggiano. Sono ancora molto alterno, con giornate divine alternate ad altre davvero disastrose. Settimana scorsa, forse per l'incazzatura e la delusione post CDS, forse per il calo di tensione, ho fatto da mercoledì a domenica degli allenamenti davvero pietosi. Mercoledì sono tornato a casa camminando dopo 4,5km, giovedì ho piantato a metà l'allenamento e sono andato a fare la doccia, sabato poco meglio e domenica, a Oleggio, correvo a 4'05" faticando come se corressi a 3'30".
Lunedì riposo con un mal di gambe deciso e ieri? Volavo, così, come se niente avessi fatto nei giorni precedenti. 6km corsi facili a 4'15"/20", 5 da 200 in 39"/40" rec 50", un 1000 in 3'42" e altri 5 da 200" in 39" rec. 50". Mah... per carità, ieri correre era davvero un piacere, mi sentivo pronto, reattivo, in spinta, però non ci capisco niente, non capisco perchè tocco questi estremi.
Vabeh, pazientiamo, migliorerà.

Stavolta mi piacerebbe coinvolgervi nella Top Five.
Non metto canzoni ma album, (cliccando ci sarà una canzone di riferimento di quel lavoro), citando 5 album che ascolto sempre volentieri, anche a distanza di tanti anni, 5 capolavori o semplicemente molto significativi per me, per l'emotività e il piacere che scaturiscono ascoltandoli ogni volta.

E voi, qual è la vostra TOP FIVE??


La copertina di Violator la trovo meravigliosa...



 

lunedì 5 marzo 2012

Il blog

Perchè un blog? Mi è stato chiesto, a volte non senza ironia (in termini di tempo, fantasia, argomenti...) e non ho mai saputo rispondere. Perchè l'ho aperto? Necessità. Poi si è aggiunto altro, il famoso "valore aggiunto" per giocare un po' con le parole: ho trovato degli amici, ho trovato conforto, ironia, condivisione, confronto. Ma forse dipende da come ognuno utilizza il mezzo.
Ma parlavo di necessità come prima ragione, una necessità cresciuta nel tempo e mano mano che lo utilizzavo. Scrivere è sempre stata un'attività odiosa per me, a scuola odiavo i temi, non sapevo mai cosa scrivere e come scrivere. Odiavo la grammatica, non la studiavo e non mi entrava in testa. Poi la scuola finisce, sono entrato subito dopo il diploma nel mondo del lavoro e di scrivere (e anche leggere) per un bel po' non se ne è parlato.
Anni dopo, appena sposato, passo per caso in una libreria in Sardegna, in vacanza. Chissà perchè volevo un libro non impegnativo da leggere sotto l'ombrellone e scelsi un super pocket, "Il giorno dello sciacallo" di Forsyth. Un giallo spettacolare, mi ha incollato alle pagine e in poco tempo l'ho divorato, parteggiando per il killer ovviamente. Mi sono chiesto "Ma i libri sono così? Non sono solo la palla obbligatoria e noiosa che ci davano a scuola?". Non ho più smesso, per fortuna, leggendo anche libri più impegnativi e seri, così come altri più leggeri se non porcherie. Folgorato da "Cent'anni di solitudine" con la sua Macondo e la famiglia Buendìa ho forse iniziato a coltivare, un pezzetto alla volta, il desiderio di scrivere quel che mi girava in testa.
Non volevo nè ho mai voluto fare lo scrittore, ma scrivere il proprio io ha un significato profondo, scavare nelle proprie debolezze, nelle proprie paure, rileggerle per liberarsene, e più di tutto adoro negli scrittori la capacità di trasmettere le emozioni, a volte con poche parole, quasi li invidio.
Passa il tempo, passano i sentimenti ed arriva un doloroso divorzio, e a mio padre diagnosticano l'Alzheimer. Situazione emotivamente devastante ma, faticosamente nel tempo, di assoluta rinascita. Come e perchè non lo so, non ne ho idea, ma è diventata impellente la necessità di scrivere, di fare chiarezza attraverso le parole scritte. E la lettura, in questo momento, diventa carburante fornendomi vocaboli, metodo e pensieri.
Scrivendo le parole chiamavano emozioni, le emozioni chiamavano altre parole, pensieri si formavano autonomamente senza che mai li avessi pensati prima, erano semplicemente trainati dalla catena dei pensieri. Uno scavare continuo in una buca sempre più grande, scovando oggetti segreti, sorprendenti anche per me stesso. Si rincorrevano emozioni, lacrime, sorrisi, tensioni, stomaco chiuso, mal di testa, ebbrezza, leggerezza. A volte scrivere era così liberatorio che era meglio di qualsiasi canna o bevanda alcolica.
Io e la mia ex moglie ci siamo rifatti una vita, com'è giusto che sia, mentre mio padre no, l'alzheimer non faceva altro che mangiarsi la sua e per me, figlio unico, la situazione era diventata pesante. Ma non riuscivo a scrivere di questo, non a fondo. Qualcosa ad un certo punto mi bloccava impedendomi di andare oltre. Il web diventa quotidianità e il blog si trasforma nel passo successivo. Anche se il cambio è radicale, non scrivo più solo per me, scrivo "in pubblico".
Ci ho messo molto a decidere, ma alla fine ho trovato una via di mezzo tra la mia maniacale riservatezza e la scrittura di sè. E' che a volte mi manca scrivere, anche se non ho molto da dire, mi manca quella catena capace di estrapolare pensieri profondi e, fino a quel momento, quasi sconosciuti. E' come liberarsi di un peso. Già perchè non tutto quel che resta in testa vale la pena di essere conservato; tanti pensieri si rivelano, nel tempo, inutili. mettendoli per iscritto li lascio liberi, che volino via dove meglio credono, lasciando spazio libero a cose più importanti, più significative, per me.
Forse è questo il motivo per cui ho aperto un blog, forse, non ci ho mai pensato.

giovedì 1 marzo 2012

Mah...

Niente CDS nazionali, la società non ci ha iscritto per tempo... ci è parso impossibile fino a ieri ma è così, non ci siamo. In questi giorni durante i quali abbiamo intuito, vista la nostra assenza dall'elenco iscritti sul sito Fidal, che non eravamo stati inseriti, sono passati tanti stati d'animo: delusione, rabbia, risentimenti vari, mancavano spiegazioni che sono arrivate poi, forse un po' troppo poi, tante cose che non sto a dettagliare, ma la delusione di fondo è rimasta. Probabilmente i motivi per partecipare ad un CDS non sono più quelli che immaginavo io, vecchio romantico atleta idealista; l'interesse di confrontarsi, valga quel che valga, con i più forti in Italia non regge altre cose: premi, ingaggi, rimborsi. Forse, semplicemente, non interessa. Ma allora perchè non dirlo chiaro? Non so, io non la vedo così, ma le cose cambiano, che ci piaccia o meno, e vanno o accettate o si prendono altre strade. Vedremo, serve ragionare a freddo, facendo depositare.
E' un periodo strano, intenso. Scrivo poco, temporaneamente non sto nemmeno frequentando gli altri blog, perso in viaggio all'interno di me stesso; ogni tanto mi succede, non è una novità, mi stacco da tutto per un po'. Sono preda dei desideri, problemi, notizie varie belle e brutte, sorprese varie belle e brutte. Un resoconto istintivo, necessario, utile. La vicenda dei CDS è solo l'ultima in ordine di tempo, si è sommata al resto aggiungendo tensione e fatica emotiva. Sono sereno, un po' perso e vago ma sereno, e alla fine di questo peregrinare ci saranno cose da togliere, altre da aggiungere, priorità diverse eccetera... E anche una buona dose di leggerezza.
In altri lidi i ritmi migliorano e la corsa con loro, ho fatto buoni allenamenti anche se questo improvviso caldo mi ha messo in difficoltà, almeno ieri e oggi. C'è qualche buco in calendario con le gare, vorrei non aspettare aprile per farne una breve e veloce ma non so, al momento non vedo niente di che in giro. E' tutto un divenire insomma...

Top five n° 5, della rabbia e della delusione


Ac Dc

The Clash

Ligabue

Rage Against the Machine

Samuele Bersani

lunedì 27 febbraio 2012

Atleta anziano fai da te? Ahi ahi ahi....

Eh si, stavolta sono fregato. Nel mio periodo di oblio, durante il quale sto cercando di ritrovare tempo ed energia per quel che mi interessa, di studiare per il corso sulla birra che sto frequentando, di allenarmi come si deve per tornare a buoni livelli ecco che arriva la sorpresa.
Ho ormai archiviato il capitolo cross, quest'anno è andata così, i CDS sono saltati e con loro i due restanti cross tardivi, non ho gare di rilievo fino ad aprile quando, ieri: trrrrr trrrrr, vibrazione che segnala l'arrivo di un sms "ciao, sono iscritti a cds nazionali Luca, Antonio, Matteo e Alessio, vuoi partecipare anche tu?"... Io???
Oh cazz... il cervello fa un rapido ragionamento: dunque, mi toccherebbe il cross lungo, 10km (mecoj), non ho assolutamente idea di come potrei farli (l'idea prevalente è non bene), è ovvio che se chiedono a me, significa che un po' di compagni forti non ci sono tra impegni e infortuni, che faccio? E poi mica devono partecipare in 4? Che faccio? Mi troverò tra missili di livello nazionale (e internazionale) su una gara che non ho preparato... che faccio? Rispondo: "Va bene, mi preparo a soffrire".
E mo' so cazzi, come dicono in quel di Oxford.
Domenica 4 marzo a Correggio (RE) mi troverò in una bufera, cercando di lottare con i denti per evitare un probabile ultimo posto, e totalmente ignaro della mia tenuta su un cross lungo che mai, e dico mai, ho fatto nella mia carriera... e via, volevo uno stimolo? Cercavo una gara? Eccola!

Però, come sempre c'è un però, sarò ai CDS nazionali, oh ragazzi, i nazionali! Sono nell'età di confine, tra un anno e mezzo circa non potrò più (eventualmente) parteciparvi per raggiunti limiti di età, ma come l'anno scorso sarò lì, in mezzo a quelli che corrono per mestiere, che corrono forte, che si giocano olimpiadi e qualificazioni mondiali. Eh? 
Essere lì in mezzo, parte della gara, è un'emozione, ti fa sentire orgoglioso anche se sei l'ultimo; beh forse orgoglioso dell'ultimo posto è troppo, ma contento si, perchè tanti nella loro carriera atletica non ci andranno mai e a me questa fortuna è già la seconda volta che capita.
Grazie ai miei compagni di squadra ovviamente, l'anno scorso ho fatto delle qualificazioni regionali vergognose (meglio i nazionali), quest'anno nemmeno le ho fatte, se sarò domenica a Correggio è grazie alla loro fatica e non posso che rendergliene merito. Io farò del meglio del mio meglio (citando Elio) e poi vedremo. Se mi vedrete in tv sfrecciare davanti a tutti preoccupatevi, non perchè sarei ovviamente dopato, ma perchè la mia gara finirebbe nemmeno al primo giro!

martedì 21 febbraio 2012

Floating

Arieccome, in pieno down da post adrenalina lavorativa, sto galleggiando in attesa di capire cosa fare. Corro nel frattempo, cercando di riprendere quello che l'infortunio prima, il lavoro, il gelo e il ghiaccio poi mi hanno tolto, o meglio, mi hanno tenuto lontano.
Tutte le energie messe nel lavoro (che per la prima volta in vita mia ho perfino sognato), ora paiono essersi svuotate con gli interessi, ma è normale se non fisiologico. Me ne sono accorto settimana scorsa e due settimane fa, quando ho piantato a metà due allenamenti nemmeno tanto impegnativi, non ho fatto la gara e via così, tutti segnali di scarsa energia mentale, non fisica. La testa non c'è, non ha voglia di soffrire in allenamento. E allora? Floating, galleggiamento. Recupero la forma, recupero la velocità e la forza che mi manca e per aprile dovrei stare bene.
Ho saltato anche i CDS di cross perchè non eravamo in numero sufficiente per fare due squadre, hanno corso solo il lungo (10km) che io non avrei mai tenuto e mi sono giustamente defilato; i miei compagni di squadra si sono qualificati per la fase nazionale arrivando terzi, grandiosi! Ma ora senza cross, senza gare corte perchè in questo periodo ce ne sono ancora poche beh, galleggio davvero.
I segnali che non sto così male fisicamente ci sono, il recupero degli allenamenti è discreto, non resta che allenarsi e ritrovare un po' di freschezza mentale, ma per quello serve solo aspettare, senza inutili ansie. Il 13 aprile c'è la StraArona, serale di 6km tiratissima, il 21 aprile (credo) ci saranno i CDS regionali dei 10.000 in pista; vorrei esserci e fare due belle gare, almeno per quel che posso. Poi si vedrà, i calendari sono ancora incompleti. Ed ora un po' di musica, che poi devo studiare gli stili di birra...

E oggi son già passati cinque anni, ciao pa', stammi bene, e butta un occhio ogni tanto

lunedì 13 febbraio 2012

Rivoluzione nel calendario gare

Veloce commento.
Guardo il calendario gare qui di fianco, stilato un paio di mesi fa, e non una di quelle segnate è stata fatta né sarà fatta. Eh? Mica si scherza, qui se di cialtroneria (mia) si parla, lo si fa con cognizione, con realismo!
Vabeh, il gelo, il freddo e il tanto lavoro di questo periodo hanno cancellato Parabiago. Sono talmente assente di testa che domenica mattina, cercando di fare comunque 10km tirati a casa, intorno alle 10,30 con -6°, ho mollato dopo un km.
La testa non seguiva, non aveva voglia, non voleva e così, 4km dopo essere partito sono entrato in casa, senza nessun senso di colpa al seguito. Più di così non ce la facevo, preso ancora dalla giornata lavorativa di sabato finita alle 19 e, di seguito, da quello che mi aspettava oggi, data di partenza di tutto il lavoro fatto nei mesi scorsi. Una 10k tirata nel gelo non ci stava, era di troppo.
Cosa diversa invece i CDS di cross, non ci siamo numericamente per coprire sia il corto che il lungo quindi si è scelto solo quest'ultimo e io, mezza tacca, non ce li ho proprio 10km di cross, ad un livello come quello poi. Il numero per coprire anche eventuali riserve c'è, la qualità è molto alta, anche qui ero di troppo, come lo era quella gara per me, troppa. Così saltano i nazionali e, di conseguenza, mi sembra idiota preparare campestri per marzo senza farne nel mezzo.Basta, rivoluzione!!

Mi metto a cercare gare veloci per marzo/aprile...

lunedì 6 febbraio 2012

I miei Sentieri di Santa Cristina

Il percorso
In passato succedeva più spesso, anche di organizzare in prima persona, ora solo ogni tanto partecipo alle gare per dare una mano. Così è successo ieri, nella gelida mattinata di Borgomanero, frazione Santa Cristina, per l'ecotrail "I sentieri di Santa Cristina". Se non erro alla partenza si era intorno ai -10°, nell'ora più calda quando sono tornato dalla cascina intorno alle 14, era a -2°. Un cazzo di freddo insomma. Il percorso è esattamente quello che vedete nella foto, così per 17 o 30 km, e potete immaginare lo stato fisico all'arrivo dei partecipanti, che tra freddo, neve, ghiaccio e km, di energie ne hanno spese parecchie.
Io, con Izio e Cinzia, mi reco alla cascina Fascia Rossa, ultimo ristoro, in cima ad una scalinata che è nella memoria di tutti i partecipanti: lunga, ripida e soprattutto dopo 12 o 25 km di fatica già sulle gambe. Dire che fa freddo è un eufemismo, nonostante mi sia imbacuccato come per l'attraversamento dell'Antartide, la faccia, le dita dei piedi e le mani sono congelate.
Alle 10 arrivano i primi della 17 e il nostro compito inizia: fisarmonica (Izio), tamburello (io) e uno strumento che non so come si chiami (Cinzia). Inizia la musica, o quanto meno cerchiamo di farla, per alleviare un po' le fatiche e dare un po' di allegria al gelo incombente. I primi sono molto concentrati sulla corsa, tutti gli altri invece partecipano a modo loro: chi balla, chi agita le braccia, chi ringrazia, chi dà un "cinque" o una pacca, chi fa complimenti o battute, chi si ferma per farci le foto o farsi fotografare con noi.
C'è anche chi chiede espressamente di continuare a suonare perchè, a detta loro, la musica si sente da lontano e non è giusto smettere quando arrivano loro. Piena ragione, niente da dire, ma nelle tre ore passate lì avevamo le braccia e le mani così intorpidite da necessitare di piccole pause, soprattutto Izio con la fisarmonica.
Comunque, abbiamo cercato di supportare tutti, se non sempre con le note almeno con le parole, o le battute quando gli sguardi erano particolarmente vacui, e ne ho visti... Abbiamo anche giocato con qualche partecipante che sulla scala, comprensibilmente, si fermava. Noi smettevamo di suonare e si riprendeva solo quando ripartiva. A dire il vero non so se ci maledivano o si divertivano ma tant'è, noi ci divertivamo!
Ho visto tanti amici, contenti, dediti alla loro fatica o ad accompagnare qualche amico. Sono passati Kikko e Furio tra i primi della 17km, poi Pimpe. Poi Patty, Stefano, Simona, Alberto, Roberta e tanti altri che sicuro nella massa mi sono sfuggiti o che, imbacuccati, non ho riconosciuto. E mi perdonino quella decina che, alla fine, non abbiamo aspettato. Non ce la facevamo più, troppo freddo, e i tempi tra un runner e l'altro si erano davvero dilatati, ma credo capiranno.
Freddo tanto, ma tutto il calore e tutto quello che ho ricevuto e percepito di rimando mi ha dato tanto, mi ha tolto molto freddo di dosso facendo volare il tempo che passava. Le facce e gli sguardi parlavano da soli, sono io che devo ringraziare.